Pinterest, il Marketing Developer Program e la Pubblicità che Verrà

Pinterest lancia il Marketing Developer Partners (MDP): un programma per rendere più semplice gestire e ottimizzare la presenza organica, e a pagamento, dei Brand sul social media.
L’obiettivo del programma MPD è quello di aiutare gli sviluppatori delle compagnie tecnologiche partner a costruire strumenti personalizzati e servizi grazie alle API Pinterest, in modo che le aziende possano utilizzare il social media in modo più efficace. Pinterest ha selezionato un numero limitato di partner che sono in linea con i suoi valori: mettere l’esperienza utente al centro delle proprie attività.
Le soluzioni rese disponibili da Pinterest sono due: Content Publishing API e Ads API

GESTIRE PIÙ FACILMENTE LA PRESENZA ORGANICA SU PINTEREST (CONTENT PUBLISHING API)

Gli obbiettivi specifici della soluzione Content Publishing API sono di rendere più semplice programmare la pubblicazione dei Pin, consentire la gestione di un profilo Brand da parte di più persone, monitorare le performance dei Pin, condividere lo stesso contenuto contemporaneamente su altri social network come Facebook e Twitter. I Marketing Developer Partners, coinvolti nella soluzione Content Publishing Api, sono: Ahalogy, Buffer, Curalate, Expion, Newscred, Percolate, Shoutlet, Spredfast, Sprinklr and Tailwind.

FARE ADVERTISING SU PINTEREST. FRA VERSIONI BETA E TEST QUALI SARANNO LE NOVITÀ CHE CI DOVREMO ASPETTARE PER I PROSSIMI MESI?

Sull’onda delle esperienze pubblicitarie positive di Facebook (i Promoted Post) e Twitter (i Tweet Sponsorizzati) e dopo una lunga fase di test iniziata nel settembre del 2013, Pinterest all’inizio di quest’anno ha abbandonato la versione beta della sua piattaforma pubblicitaria aprendo a tutti i partner americani l’opportunità di fare pubblicità attraverso i Promoted Pin. Il sistema pubblicitario rilasciato però è basato sul CPM mentre quello ad asta e CPC è rimasto ancora in beta.
Pinterest ha successivamente allargato la presenza dei Prometed Pins dalle sole pagine di categorie e di risultati di ricerca al feed dell’homepage degli utenti.

Per rendere maggiormente efficace, e quindi interessante per i marketer, il proprio sistema pubblicitario, Pinterest sta lavorando negli ultimi mesi su due livelli:

  1. Migliorare le opzioni di targeting. Rientra in questa prospettiva l’acquisto di Kosei, società specializzata in targeting pubblicitario basato su relazione e raccomandazione
  2. Creare nuovi formati pubblicitari più coinvolgenti. In questi mesi sono stati testati il Carousel di Pin e il Pin Animato

Pinterest ha dato vita anche ad un’iniziativa di formazione, il “Pinstitute”: una due giorni dedicata ai Brand e alle agenzie per mostrare come utilizzare efficacemente Pinterest e in particolare i Promoted Pins.

L’ultimo passo di Pinterest in ambito pubblicitario è stato il lancio del Marketing Developer Partner. Con la collaborazione di un numero limitato di partner tecnologici e advertiser Pinterest sta cercando di trovare soluzioni per aiutare i Brand a ottimizzare le proprie campagne per essere più efficaci su Pinterest. Per ora, a differenza dei partner Content Publishing API, non sono stati resi pubblici i nomi dei Partner coinvolti però, visti i risultati positivi, durante la presentazione del programma è stata anticipato l’allargamento del test ad ulteriori sviluppatori e inserzionisti.

PINTEREST ALLA RICERCA DI UN MODELLO DI BUSINESS

Archiviato nell’ultimo anno rapidamente il sistema dell’affiliate link, Pinterest ha cercato di trovare un modello di business più maturo e sostenibile. In particolare esplora la possibilità di realizzare un sistema pubblicitario non intrusivo e con opzioni di targeting efficaci.
L’obiettivo è quello di rendere economicamente sostenibile la dichiarazione rilasciata più di un anno fa’ dal CEO di Pinterest, Ben Silbermann, al The Wall Street Journal su quale sarebbe stato il modello di business di Pinterest: “Sarà di convincere loro [gli utenti] a scoprire le cose che vogliono. E questo può essere un prodotto che acquistano; può essere un servizio che utilizzeranno a volte successivamente. Ma non è esclusivamente transazionale.”

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